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Quando mordi un peperoncino infuocato, il tuo corpo reagisce immediatamente con calore e dolore. Ma proprio la sostanza che fa venire le lacrime agli occhi nasconde un enorme potenziale terapeutico. Si collega a recettori speciali nel sistema nervoso e innesca una reazione biologica a catena. All'improvviso non si tratta più solo di bruciare la lingua, ma di sollievo inaspettato dai dolori ostinati, influenze sul metabolismo cellulare e profondi effetti antinfiammatori. Finora l'estrema nitidezza ne ha ostacolato l'uso diffuso. Ma nuovi, minuscoli sistemi di trasporto derivanti dalla nanotecnologia possono ora superare in astuzia la sensazione di bruciore e rivelare meccanismi cellulari che potrebbero cambiare radicalmente la nostra comprensione della medicina erboristica.
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